NOTA TECNICA 1 / 2019

ABSTRACT - La presente nota, partendo da una ricostruzione della normativa in materia di riciclaggio, focalizza l’analisi sull’attività di prevenzione costituita dalle segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio, avvenute nel territorio nazionale e pugliese; la disamina analizza altresì i diversi comparti maggiormente esposti al rischio di riciclaggio, quali l’utilizzo del contante, impiego dei money transfer, specie nel settore del traffico di migranti, il coinvolgimento di Stati con legislazioni fiscali favorevoli o con normative permissive sugli obblighi di trasparenza bancaria o societaria. 

 

ABSTRACT - Le politiche di sostegno alle piccole imprese in Puglia hanno trovato una sostanziale continuità tra la  programmazione precedente dei fondi strutturali e quella in corso di attuazione, pur con qualche innovazione sotto il profilo delle condizioni di accessibilità e degli ambiti di innovazione, connessi con la strategia regionale di “Specializzazione intelligente”. L’analisi ha riguardato la creazione di nuove imprese (programma NIDI – Nuove Iniziative di Impresa) e di start up di imprese fortemente orientate all’innovazione tecnologica soprattutto con riferimento al prodotto e/o ai servizi (programma TecnoNidi). I primi risultati hanno consentito di mettere in evidenza la buona performance dei due strumenti NIDI e TecnoNidi in termini di promozione della creazione di nuove imprese per la maggior parte attivate da giovani e donne, ma non solo. Un secondo aspetto da sottolineare è la geografia localizzativa delle imprese particolarmente concentrate nella fascia costiera adriatica da Barletta a Monopoli e nel Salento. Vi sono differenze localizzative all’interno delle stesse province e non solo tra province. La concentrazione localizzativa delle imprese è ancora più accentuata considerando quelle maggiormente orientate sotto il profilo tecnologico e innovativo (TecnoNidi).

ABSTRACT - La presente nota osserva il posizionamento della Puglia nell’ambito dell’universo delle regioni dell’Unione Europea, alla luce degli ultimissimi aggiornamenti Eurostat concernenti le misure del PIL 2016. Dopo una prima analisi di contestualizzazione della Puglia in funzione dell’annualità 2016, vengono osservati gli indicatori del PIL (in PPS, parità di potere di acquisto) nell’ambito di un cluster di regioni assimilabili alla Puglia, onde compararne nel tempo la performance e le evoluzioni.

ABSTRACT - La nota fornisce una descrizione del contesto regionale pugliese, come risultante dell’analisi degli indicatori Sustainable Development Goals, unitamente ad un confronto con la ripartizione Mezzogiorno e con il valore medio nazionale.

ABSTRACT - L'archivio dati Programma Nazionale Esiti (PNE), gestito dall'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, contiene informazioni in merito all'offerta di servizi socio sanitari erogati dalle Regioni. Con riferimento all'ultimo aggiornamento disponibile (edizione 2016 riferita con dati per l'anno 2015), la nota analizza i principali risultati inerenti i servizi erogati dal Sistema Sanitario Regionale della Puglia, anche in relazione alle soglie degli indicatori qualitativi e quantitativi definite nel DM 70/2015.

ABSTRACT - A livello nazionale, il debito delle Amministrazioni locali risulta, negli ultimi anni, in progressivo calo. I dati riportati nella nota dimostrano che tale dinamica di riduzione ha interessato anche gli Enti territoriale pugliesi. In proposito, bisogna tuttavia considerare che, su tale andamento, hanno senz’altro inciso, oltre a specifici percorsi di efficientamento, anche i generalizzati processi di riduzione degli investimenti effettuati. La Regione Puglia, con un indebitamento pari a 2,66 miliardi di euro è decima a livello nazionale (con circa il 3% del valore complessivo) mentre, in termini pro capite, l’indebitamento della Regione è pari a 654,5 euro per abitante, valore pari a circa la metà di quello medio del Mezzogiorno. Rispetto al passato, anche l’indebitamento degli Enti locali pugliesi è in calo e, al 2016, raggiunge un valore pari a circa il 60% dell’entità registrata dieci anni prima.

ABSTRACT - Nell’anno 2016 il PIL nazionale ha fatto registrare, rispetto all’anno precedente, una crescita dello 0,9 per cento e i saldi nominali di finanza pubblica sono risultati piuttosto vicini agli obiettivi prefissati. La distribuzione per settore del complessivo ammontare del debito pubblico italiano attesta come la quasi totalità - ben il 96% - sia in capo alle Amministrazioni centrali, mentre il 4% è detenuto dalle Amministrazioni locali - con una leggera prevalenza della quota a carico dei Comuni (40,9 miliardi) rispetto a quella relativa alle Regioni (31,5 miliardi) - ed una quota minima dagli Enti di previdenza. Rispetto ai dati dei conti di cassa delle Regioni, nel 2016 si è registrato un incremento delle entrate correnti ed un calo delle entrate per investimenti. Le spese correnti e in conto capitale sono aumentate, mentre sono diminuiti sia le accensioni sia i rimborsi di prestiti.

 

ABSTRACT - Il sistema di istruzione e formazione italiano, pur se recentemente interessato da alcuni sensibili progressi, pare ancora condizionato da criticità piuttosto significative. Nel nostro Paese, infatti, il tasso di abbandono scolastico rimane nettamente superiore alla media dell’UE, il numero di giovani laureati è il più basso in Europa e la spesa pubblica per l'istruzione, in rapporto al PIL, è fra le più basse del Continente (4% nel 2015 a fronte di una media europea del 4,9%), in particolare per l'istruzione universitaria. Inoltre, si riscontrano notevolissime differenze regionali con riferimento a tutti questi indicatori, oltre che nell’ambito della valutazione delle competenze di base.Anche rispetto al sistema universitario italiano ed in particolare alle sue modalità di finanziamento, è stato osservato come, da un lato, la riduzione della dimensione del FFO (in Italia 7,34 miliardi per il 2016, a fronte di un corrispondente valore per la Germania di circa 26 miliardi), e, dall’altro, l’introduzione delle nuove regole per il suo riparto, abbiano sostanzialmente reso impossibile, alle Università collocate in una posizione di classifica non favorevole - ed in particolare a quelle del Mezzogiorno d’Italia - arrestare un processo di contrazione delle risorse finanziarie ed umane, e quindi, dell’offerta didattica e dell’immatricolazione di studenti.

 

Martedì, 29 Gennaio 2019 10:33

L’abbandono scolastico in Puglia

ABSTRACT - Nell’ambito della programmazione dei fondi strutturali 2014-2020 l’abbandono scolastico è un indicatore fondamentale di riferimento tra i cinque principali adottati. In questa nota sono presi in considerazione tre diversi indicatori.  L’analisi è stata articolata in base a tre aggregati territoriali: regione, sei province pugliesi e otto città capoluogo di provincia (per la provincia BAT sono state considerate le città di Andria, Barletta, Trani). Gli abbandoni ammontano a circa 11.000 giovani, il 5,1% del totale degli iscritti e l’8% del totale nazionale. Risulta necessario pensare ad un programma di azione specifico per questo target di giovani che si ponga l’obiettivo di portarli all’acquisizione di una qualifica con gli strumenti offerti dalle politiche attive del lavoro.

Martedì, 29 Gennaio 2019 10:31

Il lavoro nella provincia di Taranto nel 2016

ABSTRACT - Aumenta l'occupazione nella provincia di Taranto anche nel 2016 per il secondo anno consecutivo. Negli ultimi due anni l’occupazione provinciale ha recuperato circa 10.000 occupati, ma il valore attuale è ancora nettamente al di sotto di quello assunto nel 2008, all’inizio della grande crisi finanziaria, economica e occupazionale. Per raggiungere il livello del 2008 è necessario che l’occupazione cresca almeno del 2% all’anno per i prossimi tre anni. Si tratta di un ritmo di crescita non certo facile da mantenere per tre anni consecutivi. I programmi in atto nella Città di Taranto determinano un contesto potenzialmente favorevole e, al tempo stesso, sfidante per l’insieme degli attori del territorio.

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