La nota considera l'impatto delle misure di contenimento delle attività (“lockdown”) a causa della pandemia da COVID-19 e le caratteristiche di rischiosità dei settori produttivi in base al documento tecnico INAIL del 21 aprile 2020 che riguarda "la possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione”

Mentre il Mediterraneo recupera nuova centralità, anche per l’ampliamento delle rotte che attraversano il canale di Suez, il Mezzogiorno si caratterizza come piattaforma logistica di collegamento tra l’Europa continentale e l’Asia. 

Il posizionamento geografico della Puglia può costituire una opportunità per il sistema portuale regionale, divenendo il canale di transito dei traffici che da Sud, percorrendo la Penisola, arrivano nel Nord Europa.

La nota propone un quadro d’insieme della dimensione commerciale dei principali porti pugliesi come può essere colta attraverso l’osservazione dei volumi di merci e passeggeri in transito censiti da Assoporti sulla base delle comunicazioni delle singole Autorità di Sistema Portuale.

 

La revisione dei dati di contabilità nazionale, avviata dall’ISTAT lo scorso anno con l’introduzione di miglioramenti nei metodi di misurazione, ha portato alla recente pubblicazione dei dati definitivi dei conti economici territoriali per il 2016, di quelli semi-definitivi per il 2017 e di quelli preliminari per il 2018. Considerando i dati del 2018 (ancora provvisori) la Puglia rileva un PIL di 75,3 miliardi di euro, una spesa per consumi finali delle famiglie pari a 53,9 miliardi di euro e investimenti fissi lordi pari a 11,6 miliardi di euro (valori a prezzi correnti). Gli occupati interni ammontano a circa 1,381 milioni.Nel 2018 l’economia pugliese ha fatto registrare un tasso di crescita del volume a prezzi correnti del PIL dell’1,37%, tra i più elevati a livello regionale e superiore al dato medio nazionale di 0,6 punti percentuali. Considerando il tasso di crescita del volume del PIL registrato nel 2017 (+0,91%), la Puglia ha mostrato nel biennio una dinamica complessiva sostanzialmente in linea con quella nazionale. La combinazione della dinamica del PIL e della popolazione ha portato ad una modesta riduzione del divario rispetto al Centro-Nord in termini di PIL per abitante, passando dal 53,5 per cento del 2016 al 54,1 del 2018.La produttività del lavoro è sostanzialmente stazionaria, in linea con quanto avviene nel del Paese. Tra il 2016 e il 2017, in molti comparti produttivi regionali gli investimenti hanno mostrato una dinamica più intensa rispetto a quella media nazionale. In particolare nell’Industria otto comparti mostrano tassi di crescita nettamente superiori a quelli medi nazionali: Industria Estrattiva, TAC, Legno e carta, Chimico-farmaceutico, Gomma Plastica, Apparecchiature Elettriche ed elettroniche, Mezzi di trasporto, Acqua e rifiuti. Alcuni di questi hanno evidenziato tassi di crescita superiori al 25% (Acqua e rifiuti, TAC), altri si attestano intorno al 50% (Mezzi di trasporto e Chimica-Farmaceutica).

Giovedì, 19 Dicembre 2019 09:30

Il consumo di suolo in Puglia

La presente nota tecnica fornisce taluni elementi sul consumo di suolo in Puglia. Dopo una prima parte in cui vengono evidenziati obiettivi e orientamenti comunitari, nazionali, regionali vi è una sezione in cui si fornisce una rassegna degli indicatori che meglio descrivono il fenomeno anche a livello provinciale.

Martedì, 01 Ottobre 2019 11:24

Il BES delle province in Puglia

Abstract

Rimandando a precedenti studi concernenti l’analisi del Benessere Equo e Sostenibile , la presente nota tecnica intende dettagliare meglio il grado di territorializzazione di questo strumento statistico osservandolo a livello provinciale.

IPRES, Nota tecnica 1/2018 La Puglia attraverso gli ultimi dati degli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES).

IPRES, Nota tecnica 1/2016, Le misure del Benessere Equo e Sostenibile (BES) in Puglia: relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo.

IPRES, Nota tecnica 2/2016, Le misure del Benessere Equo e Sostenibile (BES) in Puglia: paesaggio, ambiente, salute e servizi pubblici.

IPRES, Nota tecnica 3/2016 Le misure del Benessere Equo e Sostenibile (BES) in Puglia: lavoro, benessere economico, istruzione e R&I.

IPRES, Nota tecnica 4/2016 Il posizionamento della Puglia nel contesto ripartizionale e nazionale attraverso le misure sintetiche del Benessere Equo e Sostenibile (BES). 

 

Mastrorocco N., Santandrea V., Il BES nella programmazione regionale. Un possibile approccio, in EyesReg, Vol.7, N.6, Novembre 2017.

Mastrorocco N., Santandrea V., (2017), Il BES nella programmazione economico-finanziaria e di bilancio regionale.  Riflessioni su un ipotetico modello, in Rapporto Puglia 2016, Cacucci Editore (Bari), ISBN 978-88-6611-573-1.

Abstract

A distanza di qualche anno dalla riforma che ha armonizzato i sistemi contabili delle Regioni italiane, queste paiono aver recepito, ciascuna in maniera propria e differente, le nuove disposizioni nei rispettivi quadri legislativi che disciplinano il processo e le attività della programmazione regionale. In questo contesto, la nota offre una panoramica delle previsioni legislative e delle prassi delle Regioni a statuto ordinario relative ai documenti di programmazione, soffermandosi sulle iniziative più recenti.

Abstract

La presente nota analizza come la dinamica demografica influenza i tassi di occupazione nelle due ripartizioni del Paese (Centro–Nord e Mezzogiorno). La disaggregazione territoriale discende dalla considerazione dell’esistenza di una frattura sotto il profilo occupazionale e demografico tra le due; in effetti, l’analisi condotta a livello medio nazionale cela profonde differenze territoriali che meritano adeguati ed opportuni approfondimenti. Tali differenze, quindi, implicano azioni di politiche del lavoro e di servizi da adeguare – in maniera specifica e mirata – alle diverse strutture demografiche-occupazionali dei territori.

 

Abstract

L’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile (Agenda 2030) è stata approvata dalle Nazioni Unite il 25 settembre 2015. La strategia contiene 17 ambiti tematici (Obiettivi di Sviluppo) articolati in 167 target da conseguire entro il 2030.La nuova Agenda 2030 rappresenta una sfida per le Istituzioni europee e nazionali, in quanto non solo richiede l’integrazione della Strategia Europa 2020 ai fini del conseguimento dei nuovi target, ma prefigura anche un rinnovato impegno da parte degli Stati membri, in considerazione del riparto delle competenze tra i due livelli istituzionali.A livello europeo, la Comunicazione della Commissione dal titolo “Il futuro sostenibile dell’Europa: prossime tappe – L’azione europea a favore della sostenibilità” ha stabilito: l’impegno alla definizione di una Strategia Europa 2030, da monitorare annualmente ai fini della redazione di una relazione periodica; la conferma delle politiche per la cooperazione allo sviluppo; la realizzazione di una piattaforma per lo scambio di best practices tra gli Stati membri e l’Unione.A livello italiano, le istituzioni nazionali e regionali hanno assunto un ruolo attivo nella definizione del percorso per il conseguimento dei target. Nello specifico, i provvedimenti più rilevanti, già attuati a tal fine, riguardano: l’inserimento degli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES) tra gli allegati al Documento di Economia e Finanza; la firma della “Carta di Bologna per l’ambiente”, che impegna le città metropolitane al perseguimento degli obiettivi di tutela ambientale in accordo con i Sustainable Development Goals.La nota fornisce una rappresentazione del contesto regionale pugliese, come risultante dall’analisi degli indicatori, unitamente ad un confronto con la ripartizione Mezzogiorno e con il valore medio nazionale.

Abstract

Nell’ambito delle politiche di accoglienza e integrazione degli immigrati, il Parlamento italiano è intervenuto più volte sulla disciplina delle tutele nei confronti dei minori stranieri non accompagnati. Nel 2017 è stata approvata una legge organica sui minori stranieri presenti in Italia, che ha modificato la normativa in materia con l’obiettivo di rafforzare le tutele nei confronti dei minori e garantire un’applicazione uniforme delle norme per l’accoglienza su tutto il territorio nazionale. Per sostenere le attività di accoglienza dei minori da parte dei comuni è stata riconosciuta a tutti i minori non accompagnati la possibilità di accedere ai servizi territoriali, finanziati con il Fondo nazionale per le politiche ed i servizi dell’asilo (Ex SPRAR oggi SIPROIMI). Il D.L. 113/2018, inoltre, ha disposto che, al compimento della maggiore età, i neo maggiorenni richiedenti asilo rimangano nel SIPROIMI fino alla definizione della domanda di protezione internazionale. La presente nota offre uno ‘spaccato’ della condizione dei minori stranieri non accompagnati (MSNA), osservando il contesto nazionale e quello della Puglia.

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